Anziani in Rete: navigare fortifica le relazioni e la memoria.

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Gli anziani che navigano in Rete sono ogni giorno di più e lo fanno principalmente per mantenere i contatti con la propria famiglia e con gli amici. Nell’ultimo decennio il numero di pensionati online è raddoppiato, tanto da comporre il 14% della popolazione attiva in Rete (Fonte Audiweb – Nielsen, Giugno 2011). Chi sono questi “silver surfer” (così sono chiamati in inglese gli over 50 in Rete)? Per la maggior parte si tratta di uomini (le donne sono meno del 30% del totale) con un alto profilo culturale ed economico e anche se si tratta ancora di una piccola parte della popolazione italiana, il dato è destinato a crescere fortemente negli anni a venire.

Cosa fanno gli anziani in Rete? Principalmente si preoccupano di comunicare con amici e parenti lontani. Sono molti poi gli anziani con problemi di deambulazione che hanno trovato in Rete un modo per restare legati all’attualità e ai propri cari pur rimanendo in casa. L’invio di email è entrato ormai nell’uso comune e anche i meno esperti hanno una propria casella di posta elettronica. Altre attività praticate in Rete sono la ricerca d’informazioni, le operazioni bancarie e postali e l’uso dei sistemi telematici offerti dai siti di servizi rivolti al cittadino.

L’uso sempre più massiccio della Rete da parte di persone più mature pone l’attenzione su quanto sia importante cercare di restringere il più possibile quello che viene comunemente chiamato “digital divide”, ovvero il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso. La nascita e lo sviluppo costante degli smartphone (nonché la forte concorrenza con il conseguente abbassamento dei prezzi) è forse la chiave di volta: sono quasi 2,8 milioni gli utenti che accedono ad internet tramite mobile (Fonte: Nielsen, Mobile Media 2011) e molti silver surfer hanno imparato a navigare proprio grazie a queste tecnologie, meno complicate e più a portata di mano.

Un altro passaggio importante è l’uso dei social network come Facebook: un vero e proprio toccasana per i più anziani. Sono oltre il milione e mezzo gli anziani con un profilo Facebook, senza dimenticare quelli che usano Skype o guardano i video su Youtube. L’AIP (Associazione Italiana di Psicogeriatria) in un recente studio condotto in due residenze sanitarie assistite, in provincia di Cremona e di Brescia, ha dimostrato che collegarsi quotidianamente a Facebook per un’ora permette di stimolare e fortificare la memoria.

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